SANITÀ: URGE UN CONFRONTO CON I TERRITORI


Un momento straordinariamente complicato e strategico, come l’attuale, impone che di Sanità si capiscano e si condividano i percorsi; diversamente si rischia di interpretarli come decisioni calate dall’alto.È purtroppo ciò che sta accadendo in queste settimane sul delicato tema della Sanità pubblica, le cui scelte organizzative elaborate dal Presidente Occhiuto rischiano di apparire fuori luogo e inadatte.Come CGIL Pollino Sibaritide Tirreno riteniamo, infatti, che il tema della Sanità pubblica, che oggi oscilla tra fallimento e necessità di un effettivo rilancio, debba essere ampiamente partecipato e condiviso e che le scelte organizzative dovrebbero confrontarsi con il territorio affinché siano accolte positivamente.

Così come è pure necessario che, se e quando dal territorio stesso si levano cori di protesta, si abbia la sensibilità istituzionale di attivare il confronto ed eventualmente, se necessario, di rivedere le proprie decisioni.In un contesto come quello calabrese, fatto di strade spesso impraticabili e tortuose, è difficile immaginare la mobilità dei medici come soluzione all’eliminazione dell’Emodinamica, che è una branca salvavita e non tollera, in emergenza, la programmazione dei tempi di intervento. Il tema non è la stimata classe medica dei cardiologi calabresi, ma l’impostazione politica che la governa.Non vogliamo qui sottolineare che il governo regionale, che un anno addietro, in piena campagna elettorale, annunciava l’istituzione dell’Emodinamica in tutti gli Spoke, tra cui Corigliano-Rossano e Castrovillari, oggi vorrebbe istituire team di intervento “alla bisogna”, che ci lasciano perplessi. Più che altro, ci preoccupa l’improvvida decisione regionale di abolire l’Emodinamica come struttura fisica e sufficientemente attrezzata, così come previsto per esempio per lo Spoke di Castrovillari, oggi funzionante solo sei ore al giorno, e per lo Spoke di Corigliano-Rossano, e quindi anche per il nuovo Ospedale della Sibaritide, già peraltro privo di Medicina Nucleare, come tutti sappiamo.

Tali questioni, si noti bene, sono state sollevate anche da interrogazioni di alcuni consiglieri regionali di opposizione del territorio che saranno poste nel prossimo Consiglio regionale. Non vorremmo, ad esempio, che dalla Cittadella di Germaneto si fosse maturata l’idea che il nuovo Ospedale della Sibaritide non debba essere uno Spoke innovativo e tecnologico, in grado di rispondere al bisogno sanitario dell’Area Jonica cosentina, ma un presidio fortemente ridimensionato.

A tal proposito è bene ricordare che, per come è stato concepito il nuovo ospedale, un ulteriore tema di discussione sarà quello inerente a servizi e appalti, ai trasferimenti dei reparti e quindi alle strutture già esistenti, Giannettasio e Compagna, nonché, ultimo ma non certo meno importante, il conseguente tema dei livelli occupazionali delle varie ditte oggi operanti.

Su questo si tornerà sicuramente a breve.Per tutte queste ragioni crediamo, infine, che sarebbe opportuno che il Sindaco di Corigliano-Rossano, Stasi, cogliendo il malessere di tanti cittadini, associazioni e istituzioni del territorio della Sibaritide e del Pollino, convochi urgentemente la Conferenza dei Sindaci, estesa alle organizzazioni sindacali e aperta alla collettività, per elaborare una proposta sanitaria condivisa nel territorio e che induca il Presidente della Regione, Occhiuto, a confrontarsi su un modello organizzativo che oggi rischia di peggiorare il già precario quadro pubblico.

Non a caso la CGIL è tutt’oggi impegnata in Italia nella raccolta firme per la proposta di legge a sostegno del rafforzamento della Sanità Pubblica, che a settembre sarà portata all’attenzione di Governo e Parlamento.

Andrea Ferrone

Segretario Generale CGIL Pollino Sibaritide Tirreno

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