

Continua, inesorabile, la mattanza di lavoratori uccisi nei luoghi di lavoro.
Temperature roventi, scarsi controlli sui cantieri ed ancora troppo poca è cultura della sicurezza … sono queste le condizioni alla base dei continui incidenti mortali nel nostro paese e purtroppo anche nel nostro territorio.
Neanche il tempo di piangere i 3 morti a Napoli ed il 33enne di Praia a Mare, deceduto per un attacco improvviso e fatale al termine di una giornata di lavori di bitumazione stradale, che siamo raggiunti dalla notizia del cedimento di un muro di sostegno, fatale ai danni di un lavoratore sessantenne di Altomonte che manovrava un mezzo meccanico.
Una tragedia senza fine e senza senso che colpisce duramente e che ci obbliga a stringerci attorno alla famiglia del lavoratore con grande solidarietà.
FILLEA Cgil Calabria e CGIL Pollino Sibaritide Tirreno sono impegnate da tempo nel contrasto alle morti bianche, oramai una vera piaga del nostro sistema.
I numeri sono impressionanti: 1100 morti sul lavoro e 500mila infortuni nel 2024; cifre tuttavia che non sono bastate a far capire alla politica che il fenomeno non è più tollerabile. Serve una presa di coscienza diversa ed un investimento serio e fattivo per supportare uomini e mezzi dedicati al contrasto di questo triste fenomeno.
Oggi è il momento del dolore e del lutto; speriamo domani di poter invece dire che nessun decesso è stato inutile e che il sacrificio di questi lavoratori ha consentito di agire, con responsabilità e severità per dare una risposta seria ed efficace alle stragi sul lavoro.
Andrea Ferrone, segretario generale CGIL Pollino Sibaritide Tirreno
Simone Celebre, segretario generale FILLEA Cgil Calabria
