Si susseguono gli incendi dolosi negli ultimi giorni su tutto il territorio della Calabria del nord. Il centro di Saracena, il centro storico di Rossano, le montagne tra Villapiana e Plataci nonché la pineta di Marina di Sibari ed altri ancora lungo le valli interne e la dorsale tirrenica. Puntualmente con l’arrivo della bella stagione, complici il vento, la siccità e soprattutto la scarsa pulizia, le fiamme si propagano in un attimo e mettono a rischio l’incolumità dei residenti e dei turisti. Uomini e mezzi sul territorio non bastano, mentre quelli che ci sono vanno ringraziati per la loro tempestività negli interventi ed il coraggio che mostrano. Ma il problema è atavico e non si può affrontare con le solite “pezze”. Servirebbe, ad esempio un presidio dei VVFF a Trebisacce per tutta la zona dell’alto jonio cosentino, una programmazione regionale di tipo stagionale e ricorrente come quella messa in piedi qualche anno addietro dal Presidente Occhiuto che però renda stabile l’uso della tecnologia per la prevenzione e per l’individuazione dei piromani. Ma soprattutto servirebbe un piano del territorio, che mantenga pulito e ben manutenuto lo stesso, con un piano antincendi ed i necessari quanto ineludibili investimenti in termini di assunzioni stabili; una rete istituzionale tra i vari enti che tenda ad assicurare il controllo dei territori ed al contempo la pulizia del sottobosco e delle aree forestali, cosicché anche il territorio montano e tutto il vasto entroterra calabrese torni ad essere una risorsa e non la “solita cenere” che segue ad ogni evento incendiario. Un tema da riprendere con forza, per evitare i gravi rischi collegati agli incendi dolosi che ogni anno si verificano e che col caldo intenso, complice anche il cambiamento climatico in corso, è sempre più presente e minaccioso.
Segreteria Confederale CGIL
Pollino Sibari Tirreno
